Il Kutumino

Il Kutumino
Il dolce più buono e più povero del mondo si prepara in Sicilia e precisamente a Licodia Eubea. Gli ingredienti sono, appunto, la bontà e la povertà. Se li avete già, vi dico io cosa fare, altrimenti ve li procurerete con calma. Il tempo c’è.
Adesso vi racconterò come è nato questo dolce.
Procediamo con ordine.
Prima di iniziare farete bene a procurarvi una “vascedda” di ricotta e la mettete a “scolare” per un giorno intero, a tipo che vi siete dimenticati di averla comprata.
Nel frattempo ascoltate questa storia vera.
Il prode cavaliere Kutumi, imparentato alla lontana con il nobile Brancaleone da Norcia, al ritorno dalla prima crociata, complice una fittissima nebbia, invece di imboccare la Ragusa – Catania, proseguì dritto per la provinciale ed arrivò a Licodia, in piena notte. Quivi giunto, trovò ristoro nel fondaco all’entrata del paese, versante Greco (lasciate stare, ché gli indigeni sanno di cosa parlo). Il fondaco era gestito da tale donna Mara, una imprenditrice locale famosa ed apprezzata per la sua onorabilità e per la castigatezza dei costumi, quando li indossava. Aveva donna Mara due figlie, una vedova e l’altra ancora signorina, e assieme ad esse arrotondava i magri introiti del fondaco, facendo lavori di fino sulle coppole degli avventori: risarciture, sanificazioni e tagliandi per gli abbonati.
Il nobile Kutumi rimase impressionato dalla professionalità delle figlie e dalla maestria della madre, donna Mara, di cui si innamorò perdutamente. Si sposarono, lasciarono il fondaco alle figlie e aprirono un ristorantino etnico nel centro storico.
Il prode cavaliere si impegnò strenuamente nell’attività di marito per dare un erede alla sua nobile stirpe, e aveva già deciso e ufficializzato il nome del rampollo: Kutumino.
Ma di Kutumini non ne arrivavano. La gente cominciò a ironizzare con frasi allusive e passando dal locale salutavano dicendo: “Cavaliere, ancora niente kutumini?”, “A che punto siamo con i kutumini?”, “Mi raccomando, cavaliere: mettiamocela tutta!” e battutacce simili.
Sentendosi umiliato e al limite di una crisi depressiva, Kutumi si recò per un consulto presso una famosa santona astrologa di Palagonia. La santona visitò il cavaliere, consultò gli astri e gli prescrisse una terapia infallibile per avere figli maschi. Kutumi ringraziò, pagò e tornò di corsa dalla sua Mara che lesse la ricetta e si mise subito ai fornelli per la preparazione.
Per fortuna il giorno prima aveva comprato una vascedda di ricotta…
Ecco il testo integrale:
Ricetta per fare i Kutumini
Ingredienti*
Una vascedda di ricotta del giorno prima; un uovo intero; un pugno di farina; zucchero; cannella; olio; scorza di limone.Gli ingredienti vanno usati con la formula del “circa”,ovvero “ad muzzum”. L’unità di misura della ricotta è la cavagna, che contiene circa 200 grammi di prodotto. La “vascedda” o “fascedda” o “uascedda” ha il valore di due unità, quindi circa due cavagne, ovvero circa 400 grammi. (precisazione ispirata dal mio amico Mario, gran ribittiere del Centro Culturale Permanente “Paulu Maura” di Mineo) Fase 1 o della preparazione: Prendete un fangotto di ceramica, meglio se di Caltagirone, ma al limite quello che trovate. Buttateci dentro la ricotta e un uovo intero senza sbatterlo, perché è fondamentale che l’uovo non subisca traumi. Amalgamate ricotta e uovo con un mestolo di legno lavato con acqua di rose o gelsomini (al limite usate le mani, ma prima lavatele). Il grosso è fatto. Aggiungete due-tre cucchiai di farina 00 (o anche solo zero o quella che avete, purché priva di larve o tarme). Adesso c’è il passaggio topico, a cui è legata la componente magica della pozione magica: il momento clou, ovvero la “rattata”, quando cioè viene grattugiata la buccia del limone. Momento topico di estrema concentrazione, poiché con un colpo d’occhio clinico dovete immediatamente capire qual è la parte del limone che è stata esposta ad est e procedere alla conseguente “rattata” solo e solamente di quella porzione di scorza baciata dal sole. Una volta compiuta questa delicatissima procedura, avete finito. Fate cadere la scorza nell’impasto, amalgamate ancora il tutto e passate alla fase successiva. Fase 2 o della friggitina: In una scodella fate bollire l’olio di semi di cutupiddu (in alternativa usate l’olio che avete). Quando è bello bollente che pensate agli assedi dei saraceni, prendete con la punta del cucchiaio un po’ di impasto, quanto una nocciola, e la fate cadere nell’olio bollente. Se vedete che tende a bruciacchiarsi subito, aggiungete un po’ di farina all’impasto e fate un secondo tentativo. Quando vi compiacerete nel vedere che l’impasto sguazza festoso nell’olio, senza bruciarsi ma rivoltandosi e abbronzandosi allegramente, potete aumentare di poco la quantità della cucchiaiata, ma di poco (tipo una piccola noce, va). Non appena vedete il fritto bello compatto e rosolato per bene, lo togliete e lo riponete in un piatto con la carta assorbente (no, la carta igienica meglio di no). Quando avete finito di friggere siete pronti per la fase tre. Fase 3 o della presentazione: Mettete i kutumini in un vassoio, cospargete con abbondante zucchero e una spolverata di cannella e servite in tavola, facendo cascare le mani a chi volesse assaggiarli subito. Il kutumino, per rilasciare le sue proprietà magiche, non deve essere toccato con le dita. Munirsi quindi di un legnetto appuntito, in attesa che qualcuno inventi gli stuzzicadenti.(NdA) Per rispondere alle legittime domande sulla riuscita o meno dello “scopo” procreativo maschile, i Registri delle chiese e i documenti notarili fin qui consultati, non fanno menzione di individui con il nome Kutumino, segno che la pozione venduta come magica, non avrebbe sortito gli effetti sperati dal prode Kutumi. Probabilmente però il successo clamoroso del dolce, che costrinse Kutumi e consorte ad estenuanti tour de force dietro i fornelli, assorbì le energie del nostro eroe e funse da dissuasore sessuale. La pozione magica aveva invece funzionato alla grande e assolto lo scopo. Erano nati i kutumini!! https://buongustaiag.com/2020/06/13/il-kutumino/

Pubblicato da buongustaiag.com

Ricette sfiziose e gustose preparate in casa da me.

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